La festa di San Sisto ad Alife

La festa di San Sisto ad Alife

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La Festa di San Sisto I Papa e Martire è la festa religiosa del Santo patrono di Alife (Ce). Per la sua particolare storia e per le tradizioni del rito è molto sentita dagli abitanti del posto e anche dalle numerose comunità alifane espatriate all’estero fin dagli anizi del ‘900.

Per risalire alle origini di questa grande e importantissima festa religiosa bisogna tornare indietro fino all’anno 1131.

La Storia

Intorno all’anno 1130, Rainulfo, il conte normanno che in quel tempo risiedeva ad Alife, si trovava a Roma in compagnia dell’antipapa Anacleto II, mentre tutta la contea di Alife era flagellata da un’epidemia di peste.
Il conte, allarmato e preoccupato, chiese ad Anacleto II di portare fino ad Alife una reliquia di un grande Santo affinchè con un miracolo ponesse fine alla tragedia.
Nonostante l’amicizia reciproca tra RainulfoAnacleto II, quest’ultimo  non era d’accordo nel mandare in giro le reliquie dei Santi custodite nel Vaticano, visto l’impegno e gli sforzi che la Chiesa stava compiendo nel recuperarle dagli angoli più remoti di quello che un tempo era l’Impero Romano.
Una notte in cui il conte era ancora ospite dell’antipapa, una trave di legno che sosteneva una parte dell’antica Basilica di San Pietro, cadde su un altare scoperchiando la reliquia di San Sisto I.
Quest’avvenimento fu interpretato da tutti i fedeli come segno che quel santo, San Sisto I, aveva intenzione di rispondere alle richieste dal conte Rainulfo.
Dopo queste vicende, pressato anche dalla coscienza ecclesiastica e dai fedeli, Anacleto II accettò di prestare la reliquia di San Sisto I al conte Rainulfo che la spedì verso Alife su una mula, delle guardie e degli emissari.

Le due versioni

Da qui, la storia si divide in due diverse versioni che raccontano il cammino della reliquia del Santo fino ad Alife.
La prima versione racconta che la mula che trasportava la reliquia, percorrendo la strada che portava ad Alife giunse ad un bivio che conduceva ad Alatri.
La mula iniziò a percorrere la strada che saliva verso Alatri e nonostante le percosse per ricondurla sulla strada predestinata, non volle cambiare rotta, raggiungendo testardamente la chiesa principale del paese di Alatri.
Qui la mula si inginocchiò e la popolazione di Alatri decise di tenere per sè il Santo, donando agli alifani un solo dito della reliquia.

La seconda versione invece, racconta che la mula viaggiò senza deviazioni fino ad Alife, dove raggiunse la chiesa extra moenia (fuori le mura), e qui si inginocchiò lasciando la propria orma in un sasso (ancora oggi custodito nel luogo dove si inginocchiò). La Peste cessò e la reliquia venne custodita all’interno della chiesa.
Oggi recenti studi hanno accertato che le cittadine di Alatri e Alife conservano ognuna la metà delle spoglie del Santo: da qui è nato il gemellaggio tra le due.
La festa di San Sisto, viene organizzata grazie alla dedizione molto sentita delle reciproche Pro Loco e viene celebrata ad Alatri e ad Alife in date diverse, con un sentimento di unione molto forte tra le due cittadine.

(Fonte foto pagina Facebook ufficiale della festa di San Sisto I)

 

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